SEUL LE SOCIALISME PEUT REDONNER DIGNITÉ À L’ESPÈCE HUMAINE!

PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA 

 

LA VERSION FRANÇAISE SUIT LA VERSION ITALIENNE

 

 SOLO IL SOCIALISMO PUO’ DARE DIGNITA’ ALL’ESISTENZA UMANA!

 

1917 – 7 NOVEMBRE – 2018: QUESTA RIMANE L’EPOCA DEL CAPITALISMO E L’IMPERIALISMO E DELLE RIVOLUZIONI PROLETARIE, LA SCINTILLA PUO’  ESPLODERE IN OGNI MOMENTO E DIPENDE DALL’UMANA INTELLIGENZA!

 

 

Noi tormentati pionieri di oggi della futura umanità comunista nel 101° anniversario ricordiamo commossi la grandiosità della gloriosa e vittoriosa Rivoluzione Proletaria Socialista Sovietica in Russia del 7 novembre 1917. Ci inchiniamo dinanzi all’intelligenza, ai sacrifici e all’eroismo, attualmente purtroppo smarriti, di quel proletariato che seppellì la vecchia società dei ladroni e avvio la costruzione della nuova e superiore società comunista. Uniamo le coerenti forze marxiste-leniniste!

Domenico Savio, Segretario generale del P.C.I.M-L.

 


In questo giorno di luminosa memoria noi comunisti non smettiamo mai di commuoverci e di inchinarci dinanzi ai milioni di donne e uomini del proletariato russo che il 7 novembre 1917, sotto la guida suprema di Vladimir Ilic Lenin e di Josif Vissarionovic Stalin e dopo circa 10.000 anni di storia conosciuta dell’umanità, assaltarono e rovesciarono il decrepito, nauseabondo e disumano sistema sociale capitalistico sostituendolo con quello socialista lungo la strada che avrebbe condotto all’edificazione della società comunista. Per la prima volta nella storia il potere politico veniva strappato dalle mani rapaci e insanguinate dei padroni sfruttatori e rapinatori dei lavoratori e consegnato in quelle della classe lavoratrice operaia e intellettuale.

 

Le terre, le industrie, le banche e le infrastrutture sociali diventavano proprietà di tutto il popolo, si passava dall’economia di mercato a quella collettivizzata e pianificata, era abolito lo sfruttamento del lavoro altrui, la direzione delle fabbriche e degli uffici passava dai padroni massacratori della dignità umana ai lavoratori, la terra tolta ai latifondisti, i famigerati kulaki, veniva assegnata gratuitamente alle aziende agricole di stato e della cooperazione, la ricchezza nazionale prodotta dal lavoro sociale veniva equamente ridistribuita alla popolazione, il potere politico era esercitato direttamente dal popolo ai vari livelli istituzionali, l’assistenza sanitaria, la formazione scolastica e professionale, il lavoro garantito al compimento degli studi di ogni membro della collettività, la disponibilità di una casa per ogni nucleo familiare, i trasporti accessibili a tutti, la previdenza sociale, il sostegno alla maternità e ogni altro bisogno della vita erano garantiti dal nuovo Stato e potere proletario.

 

Per le masse lavoratrici e popolari delle città e delle campagne dello sterminato territorio della Russia finivano i tempi bui della schiavitù dei possidenti, finiva il diritto di proprietà dei padroni non solo sulle terre, sulle banche e sui beni sociali, ma persino sulle donne e sugli uomini ad essi sottoposti, finiva l’incertezza del lavoro e dei mezzi di sussistenza, terminava il privilegio dello studio e del sapere, sino ad allora riservato solo agli aristocratici e ai possidenti, sfruttatori e rapinatori del lavoro proletario, si avviava a soluzione il millenario dramma collettivo della miseria e della fame, si metteva fine alla sanguinosa guerra  imperialistica, i lavoratori in guerra sopravvissuti ritornavano alle loro famiglie e occupazioni e il nuovo Stato socialista promuoveva una politica di pace e di cooperazione tra i popoli, terminavano le differenze di vita tra gli abitanti delle campagne e delle città e finivano le umiliazioni della vita prodotte dal potere politico, economico e sociale capitalistico.

 

Iniziava una nuova era per l’umanità intera, per tutti i paesi e popoli della Terra, perché la Rivoluzione proletaria socialista russa aveva un’importanza storica universale, essa poteva estendersi sull’intero pianeta se il proletariato delle altre nazioni – a partire da quelle industrializzate, dove i lavoratori avevano già acquisito una coscienza di classe – avesse seguito la strada intrapresa dal proletariato russo. Per tale prospettiva nel 1919 veniva fondata l’Internazionale Comunista o Terza Internazionale per sostenere i partiti comunisti degli altri paesi nella difficile, ma possibile, opera di emancipazione politica e sociale di classe e rivoluzionaria delle masse lavoratrici delle altre nazioni del globo per preparare e compiere la rivoluzione socialista.

 

Ma le cose, sciaguratamente, sono andate diversamente, non per limiti della dottrina comunista, ancorata saldamente al pensiero e l’opera dei grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin, non perché il percorso di costruzione della società socialista e del suo avanzamento verso quella comunista indicato dai Maestri fosse sbagliato, neppure perché la strategia e la tattica di combattimento del pensiero comunista fossero inadeguati all’impresa oppure perché il nemico di classe, ovvero il sistema capitalistico e la sua espansione imperialistica, fosse diventato più forte, agguerrito o anche imbattibile, ma perché le forze proletarie – la classe operaia in modo particolare, che in fabbrica ha avuto la possibilità di forgiarsi alla necessità della rivoluzione proletaria socialista per migliorare le proprie condizioni di vita trascinandosi dietro anche i lavoratori delle campagne e del terziario – delle altre nazioni non hanno saputo assimilare le potenzialità e le possibilità di sviluppo rivoluzionario scaturite dalla Rivoluzione del 1917 in Russia, dimostrando una grave carenza di capacità nella formazione della coscienza di classe e di direzione del processo rivoluzionario. Impressionanti sono stati e, disgraziatamente, permangono i limiti di apprendimento storico e di conservazione della memoria degli avvenimenti passati, incapacità di analisi del susseguirsi degli avvenimenti e sussistenza del primordiale male dell’individualismo, dell’egoismo e della mancanza di elevazione intellettuale attraverso la lettura dei testi del marxismo-leninismo.

 

Nella formazione politica e sociale delle masse lavoratrici e popolari successiva alla vittoria dell’Unione Sovietica sul nazifascismo e alla morte del compagno Stalin nel 1953 esiste una impressionante carenza di capacità di apprendimento e di praticabilità dei valori della lotta di classe, della militanza comunista, del lavoro politico organizzativo e di propaganda nel partito comunista della classe operaia, della passione ideale e politica nella lotta, della fedeltà ai principi comunisti e agli interessi di classe del proletariato e di ferma avversione alla classe borghese e capitalistica dello sfruttamento e della rapina del prodotto del lavoro proletario. La mancata emancipazione sociale di classe dei lavoratori è alla base della sua millenaria alienazione padronale. Diversamente non si spiegherebbe il permanere del proletariato nella condizione di classe in sé e nell’incapacità di diventare classe per sé. E’ anche una questione di scarsa istruzione, voluta e mantenuta dallo Stato clericale e borghese, e di una formazione acritica della coscienza umana degli individui.

 

Ma perché le lavoratrici e i lavoratori continuano ad assuefarsi allo sfruttamento e alla schiavitù della classe padronale quando potrebbero liberarsene e vivere meglio la propria esistenza? La risposta è, fondamentalmente, nell’ignoranza della storia vissuta dall’umanità, nella facile perdita della memoria storica degli avvenimenti trascorsi, nella mancata o limitata conoscenza del sapere scientifico del genere umano, nell’ignorare la dura lotta di classe sviluppatasi tra lavoratori e padroni nei secoli, nella mancanza di studio dei testi di Marx, Engels, Lenin e Stalin, cioè del marxismo-leninismo, nell’essere rimasti impantanati nella cultura padronale idealistica e religiosa e nella non conoscenza dell’esperienza storica del movimento comunista e operaio nazionale e internazionale, in particolare degli ultimi due secoli.

 

Dunque, nei lavoratori che continuano a sostenere l’ordinamento sociale e il potere politico clericali e borghesi esiste una grave carenza di formazione di classe, prevalentemente indotta dallo stesso predominio sociale della classe sfruttatrice. Noi marxisti-leninisti sappiamo pure che l’emancipazione di classe dei lavoratori può avvenire unicamente attraverso la lotta di classe, la militanza e l’attività politica nel partito comunista di classe e rivoluzionario, non vi sono alternative ed è l’unica strada maestra da perseguire, anche perché senza guida rivoluzionaria nessuna rivoluzione socialista vittoriosa è possibile.

 

Altra influenza negativa sulle masse viene esercitata, oltre che dal regime e dalla cultura borghese, dalle forze anticomuniste interne al movimento comunista e operaio nazionale e internazionale, quali sono il revisionismo della dottrina, della strategia e della tattica comunista nella lotta di classe per abbattere il capitalismo e costruire il socialismo, sono il sindacalismo di regime, il riformismo, il democraticismo, l’elettoralismo fine a se stesso, l’opportunismo, l’economicismo, il movimentismo, il pacifismo, l’estremismo, quale malattia infantile del comunismo, l’egoismo, la presunzione, l’ignoranza del sapere, eccetera. Tali posizioni sono alla base dell’asservimento delle masse lavoratrici e popolari alle vessazioni del potere padronale nelle aziende e nelle istituzioni della società borghese, assecondano le illusioni diffuse dal nemico di classe, conducono al sostegno economico ed elettorale ai partiti della borghesia, corrompono la coscienza di classe coi privilegi opportunamente messi a disposizione dalla classe padronale e dalle istituzioni del capitale e inducono alla rinuncia della militanza di classe e rivoluzionaria nel coerente Partito comunista del proletariato.

 

Possono le lotte tra le classi sociali nei circa 10.000 anni di storia conosciuta dell’umanità, gli orientamenti ideali, culturali e sociali delle masse lavoratrici e popolari nei millenni trascorsi, le vittorie e le sconfitte negli ultimi tre secoli del movimento operaio e dell’intellettualità progressiva, il sorgere e tramontare della grandiosa Unione Sovietica, il socialismo realizzato nel ventesimo secolo, la nascita entusiasta e poi la fine ingloriosa dei partiti comunisti nati dalla Terza Internazionale, la sconfitta, che noi sosteniamo essere temporanea, del bolscevismo e, dunque, del marxismo-leninismo nel secolo scorso nell’Unione Sovietica e nei Partiti Comunisti europei di matrice marxista-leninista, il trionfo ignobile e vergognoso del revisionismo e dell’opportunismo sopravvissuti alla sconfitta della borghesia all’interno del mondo comunista, il tradimento e la rinnegazione vigliacca e scandalosa da parte di dirigenti comunisti della causa ideale e dei bisogni esistenziali della millenaria sofferente classe lavoratrice e l’odierno squallore per arrivismo, individualismo e rivalità che segnano divisioni e contrapposizioni nella frantumata sinistra cosiddetta di classe, diffondere nel proletariato di oggi la sfiducia nella ripresa dei processi rivoluzionari che condurranno alla morte definitiva del capitalismo e dell’imperialismo e, finalmente, alla vittoria finale del socialismo sull’intero globo terrestre?

 

No assolutamente, perché in prospettiva dal punto di vista ideale e materiale alla rivoluzione socialista non c’è alcuna alternativa per salvare il pianeta dalla distruzione capitalistica e imperialistica in corso e per rendere dignitosa l’esistenza  del genere umano. Naturalmente la sfida non è facile né prevedibili sono i suoi sviluppi, ma è una battaglia che a livello nazionale e internazionale la classe lavoratrice operaia e intellettuale può e deve vincere nell’interesse del nostro satellite e dei suoi abitanti.

 

Però mentre noi comunisti marxisti-leninisti soffriamo la presente situazione di debolezza del movimento comunista nazionale e internazionale in essa già avanza il parto della nuova società, di cui nessuno potrà fermarne la nascita, perché essa scaturisce dalla nostra concezione materialistica della storia e dalla crisi in atto e irreversibile del sistema economico capitalistico. Preziosi sono e resteranno l’odierno e difficile lavoro di formazione della coscienza di classe tra le masse e la resistenza dei veri e coerenti comunisti, che tra infinite difficoltà nelle aziende e nella società propugnano le ragioni della rivoluzione socialista per uscire dal malessere sociale attuale. E’ un’impresa non facile, ma di estrema importanza per reclutare nuove forze alla nostra causa, per sopravvivere quotidianamente alla crisi economica del capitalismo morente e per fronteggiare le forze a noi da sempre ostili, come i rigurgiti neonazifascisti, sovranisti e movimentisti sia di destra che della falsa sinistra, che fanno da paravento, all’occorrente anche militare, alla sopravvivenza del putrido sistema capitalistico.

 

Lavoratori del braccio e dell’intelletto sfruttati e martoriati da un padrone qualsiasi privato o pubblico che sia non saranno le elezioni borghesi a cambiare la situazione di profondo disagio sociale attuale, perché esse non si svolgono per cambiare il sistema, ma semplicemente per stabilire chi deve gestire al meglio gli interessi del grande capitale nazionale e multinazionale sotto la supervisione dei burocrati  e delle forze repressive che all’occorrente ne garantiscono la funzione. Solo la rivoluzione socialista può realizzare il passaggio del potere politico, economico e sociale dal capitale al lavoro, dagli sfruttatori agli sfruttati, dai banchieri usurai ai proletari spogliati dei propri guadagni. Altra cosa è l’eventuale partecipazione dei comunisti alle elezioni borghesi con lo scopo di allargare la lotta di classe nelle istituzioni borghesi, anche per tentare di migliorare le attuali condizioni di vita delle masse proletarie in attesa della rivoluzione socialista liberatrice delle sofferenze degli oppressi.

 

Di fronte alla sopra descritta situazione della realtà sociale di oggi il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista dedica il ricorrente 101° anniversario della gloriosa Rivoluzione Proletaria Socialista Sovietica d’Ottobre, in Italia del 7 novembre 1917, all’esigenza di estrema attualità dell’unità, autonomia e indipendenza della frantumata realtà comunista, come circoli e organizzazioni, attualmente esistente in Italia che si richiama ai principi del marxismo-leninismo e che lavora alla preparare della rivoluzione socialista nel nostro paese. Unità che può partire dalla costituzione immediata di un coordinamento tra tutte le forze disponibili e nella prospettiva di costruire un’unità organica all’interno di un unico Partito Comunista di stampo bolscevico, che lavori pure sul fronte delle necessarie alleanze proletarie operaie e intellettuali per garantire la vittoria della Rivoluzione bolscevica.

 

Tutto l’odierno movimentismo di destra e di sinistra è condannato dalla storia a scomparire, rimarrà il trionfo della lotta di classe del proletariato contro la millenaria e oramai anacronistica dittatura della classe padronale, che oggi ha raggiunto il suo apice e la sua implicita miserabile fine nel capitalismo e nell’imperialismo, sistema infame e repressivo del genere umano che ha coperto il pianeta di disoccupazione, discriminazione, fame, disperazione, lacrime e morte. Chi non reagisce a tanta disumanità, disuguaglianza e ingiustizia sociale non fa buon uso della propria intelligenza e dei sani sentimenti umani che lo distinguono dalle altre specie animali che popolano la Terra.

 

– VIVA LA GLORIOSA E VITTORIOSA RIVOLUZIONE PROLETARIA SOCIALISTA SOVIETICA D’OTTOBRE, IN ITALIA DEL 7 NOVEMBRE 1917!

 

– VIVA LA LOTTA DI CLASSE E RIVOLUZIONARIA PER PREPARARE E CONDURRE ALLA VITTORIA LE NUOVE RIVOLUZIONI PROLETARIE SOCIALISTE!

 

– VIVA LA PROSSIMA UMANITA’ COMUNISTA!

 

– VIVA I NOSTRI MAESTRI MARX, ENGELS, LENIN E STALIN, IN NOME DEI QUALI COMBATTIAMO PER RISCATTARE L’UMANITA’ INTERA DALLA SCHIAVITU’ PADRONALE!

 

Forio (Napoli), 7 novembre 2018.

 

 


 

SEUL LE SOCIALISME PEUT REDONNER DIGNITÉ À L’ESPÈCE HUMAINE!

7 NOVEMBRE 1917 – 7 NOVEMBRE – 2018: L’ÉPOQUE DU CAPITALISME, DE L’IMPÉRIALISME ET DES RÉVOLUTIONS PROLÉTARIENNES, L’ÉTINCELLE PEUT TOUJOURS  EXPLOSER, CELA DÉPEND DE L’INTELLIGENCE HUMAINE!

Nous pionniers tourmentés de l’humanité communiste nous commémorons le 101° anniversaire de la glorieuse et victorieuse Révolution Prolétarienne Socialiste Soviétique en Russie le 7 novembre 1917. Nous nous inclinons devant l’intelligence, les sacrifices et l’héroïsme, présentement égarés, de ce prolétariat que avait enterré la vieille société des voleurs et  commencé la construction de la nouvelle et supérieure société communiste. Unissons les forces des marxistes-léninistes!

Domenico Savio, Secrétaire général du P.C.I.M-L.


En ce jour de mémoire nous communistes nous n’arrêtons jamais de nous émouvoir et de nous incliner devant les millions de femmes et hommes du prolétariat russe qui le 7 novembre 1917, sous la direction suprême de Vladimir Ilic Lénine et de Josif Vissarionovic Stalin et après environ 10.000 ans d’histoire connue de l’humanité, prirent d’assaut et renversèrent le système social capitaliste décrépit, nauséabond et inhumain en le remplaçant par le socialisme sur le chemin qui aurait pu mené à l’édification de la société communiste. Pour la première fois dans l’histoire le pouvoir politique était arraché des mains rapaces et sanglantes des patrons exploiteurs et voleurs des travailleurs et remis entre celles de la classe ouvrière travailleuse et des intellectuels.

Les terres, les industries, les banques et les infrastructures sociales devenaient propriétés de tout le peuple, on passait de l’économie de marché à celle collectivisée et planfiée, il était aboli l’exploitation du travail d’autrui, la direction des usines et des bureaux passait des patrons massacreurs de la dignité humaine aux travailleurs, la terre enlevée aux grands propriétaires fonciers, les kulaks, étaient assignés gratuitement aux exploitations agricoles d’État et à la coopération, la richesse nationale produite par le travail social était redistribuée à la population équitablement, le pouvoir politique était exercé directement par le peuple aux niveaux institutionnels, l’assistance médicale, la formation scolaire et professionnelle, le travail garanti à l’accomplissement des études de chaque membre de la collectivité, la disponibilité d’une maison pour chaque noyau familial, les transports accessibles à tous, l’assistance sociale, le soutien à la maternité et chaque autre besoin de la vie étaient garantis par le nouvel État du pouvoir prolétarien.

Pour les masses travailleuses et populaires des villes et des campagnes du territoire immense de la Russie étaient finis les temps sombres de l’esclavage, terminé le droit de propriété des patrons non seulement sur les terres, sur les banques et sur les biens sociaux, mais jusque sur les femmes et sur les hommes esclaves, il finissait l’incertitude du travail et des moyens de subsistance, il terminait le privilège de l’étude et du savoir, alors réservé aux aristocrates et aux propriétaires, exploiteurs et voleurs du travail prolétarien, elle commencait la solution du drame collectif millénaire de la misère et de la faim, c’était la fin de la guerre impérialiste sanglante, les soldats-travailleurs survivants revenaient dans leurs familles et occupations et et le nouvel État socialiste promeut une politique de paix et de coopération entre les peuples. Il fut  terminé les différences de vie entre les habitants des campagnes et des villes et finit les humiliations imposées par le pouvoir politique, économique et social capitaliste.

Commençait alors une nouvelle ère pour l’humanité entière, pour tous les pays et peuples de la Terre, parce que la Révolution socialiste russe prolétarienne avait une importance historique universelle, elle pouvait s’étendre sur la planète entière si le prolétariat des autres nations – à partir des pays industrialisés, où les travailleurs avaient déjà acquis une conscience de classe – avait suivi le chemin entrepris par le prolétariat russe. Dans une telle perspective en 1919 était fondée l’international Communiste ou Troisième International pour soutenir les partis communistes des autres pays dans le difficile, mais possible, oeuvre d’émancipation politique et social de classe des masses travailleuses des autres nations du globe pour préparer et accomplir la révolution socialiste.

Mais les choses sont, malheureusement, allées différemment. La doctrine communiste, solidement ancrée dans la pensée et l’oeuvre des grands Maîtres du prolétariat international Marx, Engels, Lénine et Staline, et le parcours de construction de la société socialiste et de son avancement vers le communisme indiqué par les Maîtres étaient correct, de même que la stratégie et la tactique de combat de la pensée communiste furent adéquates mais l’ennemi de classe, c’est-à-dire le système capitaliste et son expansion impérialiste, furent plus fort, aguerri et implacables et imbattables par les forces prolétariennes – la classe ouvrière en particulier, en usine il a eu la possibilité de se former à la nécessité de la révolution socialiste prolétarienne pour améliorer ses propres conditions de vie, de même que les travailleurs des campagnes et du tertiaire des autres nations n’ont pas su assimiler les potentialités et les possibilités de développement révolutionnaire jaillies de la Révolution de 1917 en Russie en montrant une carence grave de capacité dans la formation de la conscience de classe et de direction du processus révolutionnaire. Aussi impressionnants qu’ils furent la révolution se heurta aux limites d’apprentissage historiques et de conservation de l’expérience passée, incapacité d’analyse des événements et survivance  de l’individualisme, de l’égoïsme et du manque d’élévation intellectuelle à travers la lecture des textes du marxisme-léninisme.

Dans la formation politique et sociale des masses travailleuses et populaires suites à la victoire de l’union Soviétique sur le fascisme-nazi, à la mort du camarade Stalin en 1953 existe une carence impressionnante de capacité d’apprentissage et de praticabilité des valeurs de la lutte de classe, du militantisme communiste, du travail politique d’organisation et de propagande dans le parti communiste de la classe ouvrière, de l’idéal politique dans la lutte de classe, de la fidélité aux fondements communistes et aux intérêts de classe du prolétariat et d’aversion ferme contre la classe bourgeoise et capitaliste. Le manque d’émancipation sociale de classe des travailleurs est à la base de son aliénation millénaire. Il ne s’explique pas autrement le fait de rester dans la condition de classe en soi et dans l’incapacité de devenir classe pour soi. C’est aussi un problème d’instruction insuffisante, volute et maintenue par l’État clérical et bourgeois, et d’une formation acritique de la conscience humaine des individus.

Mais parce que les travailleuses et les travailleurs continuent à s’habituer à l’exploitation et à l’esclavage de classe quand ils pourraient s’en libérer et vivre mieux leur existence La réponse est, fondamentalement, dans l’ignorance de l’histoire vécue par l’humanité, dans la perte facile de la mémoire historique des événements passés, dans les limites de la connaissance et du savoir scientifique du genre humain, et d’ignorer la dure lutte de classe développée entre travailleurs et patrons depuis des siècles, et enfin dans le manque d’étude des textes de Marx, Engels, Lénine et Staline, c’est-à-dire du marxisme-léninisme, ce qui laisse chaque prolétaire embourbé dans la culture idéaliste et religieuse et sans la connaissance de l’expérience historique du mouvement communiste et ouvrier national et international des deux derniers siècles.

Les travailleurs continuent à soutenir l’ordre social et les pouvoirs cléricaux politiques et bourgeois. Il  existe une carence grave de formation de classe, généralement induite par la suprématie sociale de la classe exploiteuse. Nous marxiste-léninistes, nous savons aussi que l’émancipation de classe des travailleurs peut arriver à travers la lutte de classe, le militantisme et l’activité politique dans le parti communiste de classe et révolutionnaire. Il n’y a pas d’alternative et c’est le seule chemin à suivre, aussi parce que sans guide aucune révolution socialiste victorieuse révolutionnaire n’est possible.

D’autres influences négatives sur les masses sont exercées, au-delà du régime et de la culture bourgeoise, par des forces anticommunistes internes au mouvement communiste et ouvrier national et international, tels sont les révisionnistes de la doctrine, de la stratégie et de la tactique dans la lutte de classe pour abattre le capitalisme et construire le socialisme, ce sont le syndicalisme réformiste, le réformisme, le démocratisme, l’électoralisme, l’opportunisme, l’économisme, le pacifisme, l’extrémisme, toutes maladies infantiles du communisme, l’égoïsme, la présomption, l’ignorance du savoir. Telles positions sont à la base de l’asservissement des masses travailleuses et populaires aux vexations du pouvoir des maîtres dans les usines et dans les institutions de la société bourgeoise, ils secondent les illusions répandu par l’ennemi de classe, ils mènent au soutien économique et électoral aux partis de la bourgeoisie, ils corrompent la conscience de classe avec les privilèges opportunistes mis à disposition par la classe des maîtres et des institutions du capital et ils induisent au renoncement au militantisme de classe et révolutionnaire dans le Parti communiste du prolétariat.

Les luttes entre les classes sociales depuis 10.000 ans d’histoire, les orientations idéalistes, culturelles et sociales des masses travailleuses et populaires dans les millénaires passés, les victoires et les défaites dans les derniers trois siècles du mouvement ouvrier et de l’intelligentsia  progressiste, ont vu se lever et se coucher la grandiose Union Soviétique, le socialisme réalisé au vingtième siècle, la naissance enthousiaste et puis la fin sans gloire des partis communistes nés depuis la Troisième International, la défaite, que nous disons être temporaire, du bolchevisme et, donc, du marxisme-léninisme au siècle dernier dans l’union Soviétique et dans les Partis Communistes européens d’orientation marxiste-léniniste, le triomphe ignoble et honteux du révisionnisme et de l’opportunisme ont permis la survivance de la bourgeoisie à l’intérieur du monde communiste, la trahison lâche et scandaleuse de la part de dirigeants communistes de la cause idéal et des besoins existentiels de la classe travailleuse souffrante et la désolation d’aujourd’hui pour arrivisme, individualisme et rivalité qui marquent divisions et oppositions dans la soi-disant gauche, répand dans le prolétariat la méfiance dans la reprise des progrès révolutionnaires qui mèneront à la mort définitive du capitalisme et de l’impérialisme et, enfin, à la victoire finale du socialisme sur le globe terrestre tout entier? Il n’y a qu’une alternative pour sauver la planète de la destruction capitaliste et impérialiste en cours et pour rendre digne l’existence du genre humain. Naturellement le défi n’est pas facile ni prévisible, mais c’est une bataille au niveau national et international que la classe ouvrière travailleuse et intellectuel peut et doit gagner dans l’intérêt de la planète et de ses habitants.

Pendant que nous communistes marxiste-léniniste souffrons cette situation de faiblesse du mouvement communiste national et international l’accouchement de la nouvelle société progresse, dont personne ne pourra stopper l’émergence car elle jaillit de notre conception matérialiste de l’histoire et de la crise irréversible du système économique capitaliste. Précieux sont et resteront le difficile travail de formation de la conscience de classe des masses et la résistance des vrais et conséquents communistes, bousculés entre difficultés dans les usines et dans la société ils soutiennent les objectifs de la révolution socialiste pour sortir du marasme social. C’est une exploit pas facile, mais d’extrême importance pour recruter de nouvelles forces à notre cause, pour survivre à la crise économique du capitalisme mourant et pour affronter les forces hostiles, comme les résurgences néo-nazi-fascistes, souverainistes et chauvinistes de droite comme de gauche. Ils servent de paravent, au besoin aussi militaire, à la survivance du système capitaliste putride.

Travailleurs ouvriers et intellectuels exploités et tourmentés par un patron privé ou public ce ne seront pas les élections bourgeoises qui vont changer la situation de privation sociale actuelle, parce que ces élections bidon ne se déroulent pas pour changer le système, mais simplement pour établir quelle section de la bourgeoisie doit gérer au mieux les intérêts du grand capital national et multinational sous la supervision des bureaucrates et des forces répressives. Seulement la révolution socialiste peut réaliser le passage du pouvoir politique, économique et social du capital au travail, des exploiteurs aux exploités, des banquiers usuriers aux prolétaires dépouillés.  La participation éventuelle des communistes aux élections bourgeoises a pour but d’élargir la lutte de classe dans les institutions bourgeoises, aussi pour tenter d’améliorer les conditions actuelles de vie des masses prolétariennes dans l’attente de la révolution libératrice socialiste.

Devant cette situation le Parti Communiste Italien Marxiste-Léniniste dédie le 101° anniversaire de la glorieuse Révolution Prolétarienne Socialiste Soviétique d’octobre, du 7 novembre 1917, à l’exigence d’extrême actualité de l’unité, autonomie et indépendance communiste, de tous ces clubs et organisations, actuellement existant en Italie afin qu’ils se réfèrent aux principes du marxisme-léninisme et qu’ils travaillent à la préparation de la révolution socialiste dans notre pays. Unité qui doit partir de la constitution immédiate d’une coordination entre toutes les forces disponibles et dans la perspective de construire une unité organique à l’intérieur d’un unique Parti Communiste de type bolchevique, qui travaille aussi sur le front des alliances ouvrières prolétariennes et intellectuels pour garantir la victoire de la Révolution bolchevique.  L’actuel activisme de droite et de gauche est condamnée par l’histoire à disparaître, restera le triomphe de la lutte de classe du prolétariat contre l’anachronique dictature de la classe des maîtres du capital, qui a atteint son apogée et sa fin misérable dans le capitalisme et dans l’impérialisme, système infâme et répressif du genre humain qui a couvert la planète de chômage, discrimination, faim, désespoir, larmes et mort. Qui ne réagit pas à beaucoup d’inhumanité, tolère l’inégalité et l’injustice sociale et ne fait pas bon usage de son intelligence et des sentiments humains qui le distinguent des autres espèces animales.

– VIVE LA GLORIEUSE ET VICTORIEUSE RÉVOLUTION PROLÉTARIEN SOCIALISTE SOVIÉTIQUE D’OCTOBRE, DU 7 NOVEMBRE 1917!

– VIVE LA LUTTE DE CLASSE RÉVOLUTIONNAIRE POUR PRÉPARER ET MENER À LA VICTOIRE LES NOUVELLES RÉVOLUTIONS PROLÉTARIENNES SOCIALISTES !

– VIVE LA PROCHAINE HUMANITÉ’ COMMUNISTE!

– VIVE NOS MAîTRES MARX, ENGELS, LÉNINE ET STALINE, AU NOM DESQUELS COMBATTONS POUR SAUVER L’HUMANITÉ ENTIÈRE DE L’ESCLAVAGE SALARIÉ!

Forio (Naples), 7 novembre 2018.


 

Traduction en français Claudio Buttinelli Roma  et Robert Bibeau  Montréal.  http://www.les7duquebec.com

 

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Robert Bibeau

Robert Bibeau est journaliste, spécialiste en économie politique marxiste et militant prolétarien depuis 40 ans. http://www.les7duquebec.com

2 pensées sur “SEUL LE SOCIALISME PEUT REDONNER DIGNITÉ À L’ESPÈCE HUMAINE!

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    17 novembre 2018 à 16 04 09 110911
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    Le bonheur d’avoir lu Orwell… Surtout, La ferme des animaux!

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    19 novembre 2018 à 4 04 47 114711
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    @ tous

    Je me permets un commentaire que j’adresse à mes camarades du PCI-ML

    1) Je ne crois pas que la Révolution Russe, d’Octobre 1917, Bolchevique, socialiste soviétique, quel que soit le nom qu’on lui donne ait été une Révolution prolétarienne pour la simple raison qu’à cette époque le prolétariat formait une petite partie de la force de travail exploitée dans toutes les Russies, et de même dans la plupart des pays du monde. À peine le prolétariat formait-il une majorité de la force de travail exploitée dans quelques pays d’Europe de l’Ouest et en Amérique du Nord – pays qui incidemment ne basculèrent pas dans la Révolution du justement à la faiblesse de la classe prolétarienne internationale. BREF’ en 1917 la première conditions objectives de la révolution prolétarienne n’était pas remplie: soit le complet développement des forces productives sociales que le capitalisme soit apte = capable = de développer ce qui l’entraine inévitablement à chute – à sa perte que les communistes auraient pu alors dirigé vers la construction mondiale du mode de production communiste.

    2) L’ignorance de ce premier principe – de cette loi économico-sociale historique – vous entraine dans une seconde erreur que je lis et que j’entend dans le mouvement communiste international depuis la 3e Internationale et pas la suite – surtout depuis la mort de Staline et l’avènement de Kroutchev et suivant – On ne peut expliquer l’échec d’une révolution sociale « prolétarienne » (sans prolétariat comme expliqué ci-haut) par un facteur subjectif comme la « trahison » des clercs – des cadres – des apparatchiks – des bureaucrates – etc. La soi-disant Grande Révolution Culturelle Prolétarienne en Chine maoiste PAYSANNE en immense majorité marqua l’apogée de cette théorie idéaliste métaphysique qui se manifesta notamment par le culte de la personnalité (Marx, Lénine, Staline, puis Mao etc.) SI les apparatchiks – les bureaucrates – les clercs – les intellectuels – les cadres ont surgit au cours du procès d’édification du mode de production « socialiste » et cela dans tous les pays dits « socialistes » sans aucune exception c’est que le développement des forces productives et de la production le nécessitait. Cette loi économico-sociale a entrainé l’accaparement de tous le pouvoir politique – économique – sociale et idéologique par cette classe sociale qui un jour – à des dates différentes selon les pays dit socialistes ont rejetés le formalisme – L’iNTERNATIONALE – les grands penseurs déifiés et le drapeau rouge (parfois aux 5 étoiles bourgeoises – sic) ce que vous identifiez alors comme LA TRAHISON DU COMMUNISME. Le rejet formel de toute allusion et illusion au cérémonial marxiste-léniniste ne fut que le dernier acte d’un drame qui débuta en Octobre 1917 camarades

    3) Je ne qualifierais pas toute cette longue marche du mode de production féodal au mode de production capitaliste dans tous ces pays (sans aucune exception) dits socialistes de TRAHISON car ce qualificatif laisse croire que tel fut l’intention ourdis machiavéliques planifiés et réfléchis – consciente- de tous ces cadres – apparatchiks (y compris dans les partis n’étant pas au pouvoir mais y aspirant électoralement) – intellectuels – petits-bourgeois pour la plupart. C’est faux, ces gens défendaient leurs intérêts de classe et ont pris les décisions conformes à leurs intérêts de classe visant à permettre le total épanouissement des forces productives nationales dans le cadre de production capitaliste d’État et le jour ou la sémantique marxiste-léniniste devient plus encombrante qu’utile pour mobiliser et faire travailler la force de travail ils larguèrent

    4) Je sais que tout ceci est extrêmement difficile à admettre après un siècle que l’on nous répète que le méchant Kroutchev est responsable de la marche en arrière de l’humanité toute entière qui aurait rétrograder du presque communisme vers le capitalisme le plus abject . Ce petit bonhomme au soulier tapageur n’avait pas ce pouvoir – encore une manifestation du culte de la personnalité IDÉALISTE. Comportons-nous en matérialiste dialectique et voyons dans les forces sociales – les classes sociales – la source de l’histoire.

    robert Bibeau Éditeur http://www.les7duquebec.com

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